Danse Macabre 2 – Paura tra tv e carta stampata

danse_macabre_by_deskridge-d9cvu0b

Per chi si fosse perso il perchè di questa rubrica vada a leggere qui e poi torni subito che entriamo immediatamente nel vivo della questione già nel primo articolo.

La prima volta che ho ” conosciuto ” la paura ero davanti alla tv, credo proprio fosse il vecchio JXT, che ora ha cambiato nome, presente nell’elenco dei canali SKY.
Si, a quel tempo avevamo SKY o la tv normale.
Bastò la canzone iniziale, le immagini della sigla e in poco tempo fui catturato dal piccolo schermo perchè stavo vedendo qualcosa di nuovo: ” Piccoli brividi “.
Dalla prima serie di libri arrivata da noi nel 1995 era stata tratta una lunga serie di episodi dedicati al pubblico più giovane, come i libri, ed io ero capitato, per caso, nella fascia oraria in cui venivano mandati in onda più di un episodio.
Non ricordo bene cosa vidi ma qualsiasi cosa fu mi colpì talmente tanto in positivo da lasciarmi si inquietato ma anche curioso di vedere altri episodi.
Riuscì a vederne una gran parte ma dovetti fermarmi per via degli orari sempre più folli del canale completandone la visione solo qualche Halloween fa.
La serie era curatissima, perfetta in ogni suo particolare e ogni storia, pure se completamente tratta da uno dei libri della collana, sembrava scritta in primis per la tv tanto qualsiasi dettaglio risultava spettacolare.
A favorire l’atmosfera ambigua e inquietante, vero segno particolare del prodotto, c’erano gli interpreti ma soprattutto le ambientazioni e le scenografie completamente fuori di testa o, in qualche modo, diverse dagli ambienti normali tanto da disturbare la visione.
” Piccoli brividi ” era un piccolo capolavoro.

Capolavoro che però dipendeva strettamente dalla qualità della materia di base: i libri di R. L. Stine.
Avevano delle copertine bellissime, sembravano fatti ad arte e i loro finali particolari, come quelli della serie, sono stati i miei primi plot twist.
Per di più vorrei che nessuno dimenticasse gli adesivi alla fine di ogni libro capace di farmi piangere ancora adesso.
Scritti magnificamente e, alle volte, diversi dalla serie è grazie a loro che devo il mio secondo incontro con l’horror e a mia madre che decise di comparli a me e a mio fratello.
Io, da quel momento in poi, iniziai a leggere mentre mio fratello si innamorò perdutamente del genere.

Proprio a mio fratello, infatti, devo il terzo e ultimo innesto di questo articolo: la collana settimanale da edicola ” Brividi e paura “.
è lui ad aver continuato a seguire il filone in vari modi, tra film e riviste, affascinandomi e spaventandomi con racconti e leggende.
Lui aveva più coraggio di me: il mio arriverà molto, molto più tardi.
Così, mio fratello, tra un film e l’altro, inizierà a prendere da leggere settimanalmente una rivista con un front molto simile a quello di ” Piccoli brividi “, che la ricorderà anche nel nome e che conterrà, da quel momento in poi, per più di un anno, una buona dose di horror capace di stupire.
Da racconti di fiction, a leggende a report giornalistici la rivista parlava di tutto e tutti, sempre in maniera inquietante senza mai però essere troppo esplicità.
Piccole informazioni incisive ma mai troppo paurose.

Da bambino questo fu il mio incontro con l’horror: sottile e mai davvero brutale.
Per la brutalità vi toccherà aspettare quattro settimane, anche meno visto il mio ritardo nella pubblicazione di questo articolo.
Vi toccherà aspettare per sentirmi parlare del primo ” Resident Evil “.

Danse Macabre 1 – Introduzione

danse_macabre_by_deskridge-d9cvu0b

In questi giorni, neanche sono a metà per via di vari impegni e incidenti, sto leggendo una riedizione di un saggio di King dedicato completamente al horror e ai media utilizzati per la sua distribuzione.

Scritto nel 1981, e ripubblicato nel 1983, il saggio si dedica principalmente ai libri, ai film fantasy, horror e splatter scritti e girati negli anni compresi tra il 1950 e il 1980.
Nacque da un corso di scrittura creativa (dal titolo “Temi della letteratura soprannaturale”) tenuto dallo stesso King nel 1979 nell’università del Maine poi riassunot, scritto, pubblicato, corretto e ripubblicato più volte mostrando, anche in questo modo, la forza e la validità del saggio.
L’intera opera, per di più, non si ferma completamente agli anni presi in esame ma, con un ottimo lavoro di ricerca e di approfondimento, tocca anche anni ed opere passate dando una spiegazione a tutte le digresioni sforando nell’ambito fumettistico e anche musicale.

Ispirato da questo saggio ho deciso di far partire su questo blog, inframmezzandolo con i normali articoli, una rubrica come compendio a questa intera esperienza andando a raccontare, passo per passo, il mio incontro e la mia vita sin’ora con l horror.

Spero che l’idea possa piacervi.