The lords of Salem – Il fallimento della blasfema follia

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“You stand guilty of the crimes of witchcraft, and accepting the devil!”


(Reverend Jonathan Hawthorne – The lords of Salem)

In primis perdonatemi per la mia assenza.
Se questo articolo, poi, vi sembrerà freddo o strano in qualsiasi modo è perchè sono stato lontano da questo blog da tanto e quindi rimetterci le mani è un qualcosa che mi fa strano.
Ripeto: perdonatemi.

Che “Lords of Salem” non sia un film per tutti non è chiaro sin da subito.
Non è chiaro dalla filmografia passata del regista, Rob Zombie, e non chiaro dai trailer e dalle immagini promozionali che non riuscirono e non possono, ancora, preparare lo spettatore a ciò che sta per vedere.
Che “Lords of Salem” non sia un film per tutti e che non lo dia subito a vedere è un po’ una delle idee alla base del film.
Questo perchè la pellicola vuole disgustare, colpire allo stomaco, alla testa e al cuore lo spettatore facendolo uscire dalla visione mosso in qualche parte del suo essere.
“Lords of Salem” ci riesce, ci riesce benissimo ma lo fa perdendosi in se stesso.

Una delle ultime pellicole di Zombie inizia nella maniera più semplice possibile senza anticipare allo spettatore la follia che a breve avrà davanti.
Continua a muoversi nell’ombra, senza mai davvero evidenziare il proprio obiettivo lasciando tutta la follia per il dopo.
Un dopo che è la causa vera e propria del fallimento del film.

Questo perchè prima dei venticinque minuti finali, di cui parleremo tra pochissimo, il film è come se non esistesse.
Non c’è una vera e propria trama se non un filo rosso che ci porta sino alla follia finale.
Non ci sono davvero dei personaggi o quantomeno non sono minimamente convincenti.
Tutto ciò che c’è sullo schermo prima degli ultimi venticinque minuti finali è il nulla in ogni campo cinematografico tranne che in quello tecnico.
Dopo il nulla però c’è solo la follia.

Una follia sensata, tutte le inquadrature oniriche hanno un loro senso e anche più di uno, tuttavia una follia portata all’eccesso, portata al superare il limite che in un film non si dovrebbe superare.
Un limite che divide l’arte dall’orgia senza un senso o quantomeno un annullamento di questo.

L’idea di Zombi è chiara, chiarissima.
L’idea di Zombi è anche profonda per chi vuole avvicinarsici.
Il problema è che in questo film è così convulsa che tutto si appiattisce e diventa il nulla.

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