Logan – La fine di un eroe

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” There’s no living with a killing.
There’s no going back from it.
Right or wrong, it’s a brand, a brand that sticks.
There’s no going back.
Now, you run on home to your mother and tell her, tell her everything’s alright, and there aren’t any more guns in the valley “.

(Laura – Logan)

Un eroe può finire il suo viaggio in due modi diversi.
Il tutto può accadere in combattimento, coraggiosamente, con il supereroe al massimo della sua grandezza oppure si può scegliere il metodo che preferisco: si può far cadere l’eroe in maniera malinconica, nella polvere.
Prendete un uomo, un grande uomo, un eroe per l’appunto, e, dopo avergli dato un passato sfavillante, mostratelo nel presente distrutto e disilluso.
Scrivete di un eroe più vecchio, spezzato, non solo provato fisicamente ma anche spiritualmente.
Levategli tutto, rendetelo umano e insignificante come chiunque altro.
Dopo averlo reso un uomo normale dategli un ultimo atto eroico da compiere, un’ultima speranza a cui aggrapparsi e poi fate calare il sipario sull’eroe e sull’uomo in un colpo solo.

Questo, in breve, è ciò che accade in ” Logan “: l’addio di Hugh Jackman ad un personaggio che lo ha accompagnato e che ci ha accompagnato per gran parte della nostra vita.
Jackman inizia ad interpretare il mutante canadese nel duemila e smette di vestirne i panni solo quest’anno riuscendo a diventare, per chiunque, Wolverine stesso.
Lui è e sarà sempre il primo supereroe che molti ricordano.
” Logan ” è il suo addio ad un mondo che gli ha dato davvero, davvero tanto.
Con cui lui ci ha dato davvero, davvero tanto.
è il suo canto del cigno.

La pellicola, scritta e diretta da James Mangold, è ambientata nel 2029 in un mondo molto più instabile del nostro, con i confini tra i paesi sotto stretta sorveglianza militare e un enorme potere in mano a determinate aziende capaci addirittura di modificare geneticamente il cibo venduto sul mercato.
Jean Grey non è mai morta alla fine di ” X Men 2 “, gli X Men non si sono mai sciolti  e molti di loro non sono mai morti per via della guerra tra mutanti durante ” X Men – Conflitto finale “.
Probabilmente, ad un certo punto, i mutanti sono stati accettati completamente tant’è che sono stati scritti dei fumetti sugli X Men e poi è tutto finito: l’inferno si è trasformato in un paradiso.
Il gene mutante ha finito di prosperare, niente più bambini con poteri speciali e andando avanti con gli anni, complice anche un incidente, gli X Men hanno smesso di esistere.
Le aziende hanno preso il potere, il mondo è cambiato e ha perso la speranza: niente più eroi, niente più poteri speciali.
In un mondo del genere, Logan e Xavier sono gli unici due X Men rimasti e non se la passano molto bene: Logan è diventato un autista alcolizzato con problemi con il suo fattore rigenerante mentre Xavier è un telepate con una malattia degenerativa al cervello.
Presi dai loro problemi vengono trascinati in un’ultima avventura da una donna sconosciuta per proteggere una bambina in difficoltà.
Xavier e, soprattutto, Logan sono i protagonisti di questa storia e sono i nostri eroi spezzati pronti a dire addio dopo aver salvato un’ultima vita.

I due eroi hanno sconfitto il male più di una volta, hanno salvato tantissime vite ma il destino non li ha ricompensati e ora sono in rovina.
Xavier, saggio mentore dei giovani X Men con formidabili poteri mentali, ormai ha perso completamente il controllo della sua testa e del suo corpo: incapace di controllare i suoi poteri per via di una malattia e qualsiasi altra cosa per la sua età.
Xavier, quasi invincibile sino a quando ha potuto, ha perso quasi tutte le sue capacità e la sua più grande qualità, la sua più grande arma è diventata un problema enorme capace di uccidere chiunque in qualsiasi momento.
Uno degli uomini più responsabili al mondo è diventato un vecchio che fa le storie per prendere le sue medicine.
Logan, invece, perde ancora se stesso vanificando tutto ciò che Xavier e i suoi avevano fatto tempo prima.
Il mutante canadese ha vissuto più di una vita, ha visto tutti i suoi amici morire più di una volta e, stravolto dal dolore, ha cercato di tenere in vita l’ultima persona legata al suo passato: Xavier.
Costretto, quindi, a badare da solo ad un anziano pericolosissimo Wolverine decide di attaccare la maschera al chiodo trovandosi un lavoro normale.
Stretto tra le sue nuove responsabilità e l’impossibilità di aver salvato tutti quelli che ama Logan rinizia a bere perdendo sempre di più se stesso e iniziando ad accorgersi che il suo fattore rigenerante non funziona più e lui sta morendo.
James, questo il suo vero nome, rifiuta il suo soprannome, la sua leggenda e si lascia schiacciare dal suo senso di colpa contemplando addirittura il suicidio.
Gli eroi sono morti e rimangono solo gli uomini.
Mangold ce li mostra al loro peggio, Xavier non riesce ad andare in bagno da solo mentre Logan si addormenta ubriaco nella sua macchina e, addirittura, non riesce in un primo momento a farsi rispettare da dei teppisti.
Queste scene, come tante altre, servono a farci capire quanto tutti loro siano caduti in basso.
Gli ambienti grigi e spogli, in ombra ci ricordano che sono soli, isolati dal resto del mondo non solo perchè mutanti ma perchè sono persone sgradevoli.

La loro ultima occasione, il loro canto del cigno arriva quando una donna sconosciuta gli chiede di portare una ragazzina con poteri mutanti da un posto all’altro perchè inseguita da un’azienda malvagia.
Mentre Xavier accetta il compito, Logan rifiuta subito, non vuole prendersi nessuna responsabilità: solo l’attacco dei cattivi lo spinge a prendere l’incarico.
Il viaggio inizia e va avanti in un eterno conflitto tra i tre protagonisti e raggiunge l’apice dopo il momento più solare della pellicola, una cena in compagnia, quando Xavier muore ucciso da un clone di Wolverine mentre il montaggio alternato ci mostra, nello stesso momento, il vero Logan salvare la prima vita dall’inizio della pellicola.
Appare un Wolverine malvagio nello stesso momento in cui Logan torna ad essere un eroe.
Senza più Xavier e con altre vite sulla coscienza James, spinto dalla piccola Laura, decide di portare a termine il viaggio arrivando nell’oasi descritta dalla ragazza, piena di ragazzini.
Il posto non solo ricorda la vecchia X Mansion ma la pace che permane il luogo permette a Laura e a Logan di aprirsi l’un l’altro scoprendosi identici e dando a James la possibilità di insegnare ad una Wolverine più piccola cosa significa essere Wolverine.

Il rapporto tra i due finisce quando l’eroe caduto in disgrazia abbraccia il suo destino, la sua ultima possibilità per avere quell’appellativo scontrandosi, in una foresta, contro il suo stesso clone.
Wolverine contro Wolverine, mostro contro ” mostro “, ” mutante ” contro mutante.
Logan si sacrifica per uccidere, ancora una volta, il vecchio se stesso chiudendo quindi la sua storia dopo, non solo aver svolto il suo compito ed essere diventato un eroe, aver accettato Laura come sua figlia ed essere diventato, finalmente, padre.

” Logan ” è la fine di un eroe, la fine di Wolverine.

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